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Rome

PRESENTAZIONE

 

 

Erede del Grand Tour del XVIII secolo e basato sulla costellazione formata dalle Accademie e dagli Istituti internazionali del territorio romano, il progetto Eternal Tour è concepito come sperimentazione allo stesso tempo scientifica e artistica. Cercherà di coinvolgere i borsisti come pure i cittadini romani e gli esperti internazionali nella messa in pratica d'una serie di problematiche teoriche, metodologiche e politiche dal 3 al 13 luglio 2008.

 

Il Grand Tour è il viaggio iniziatico attuato dalla gioventù aristocratica nel XVIII secolo nell’Europa continentale. Le destinazioni e gli scali erano in origine molteplici, mentre l’Italia era uno degli obiettivi privilegiati, in particolare Roma per le sue antiche rovine e la sua ricchezza artistica, come lo era anche la Svizzera, per i suoi paesaggi e le sue montagne. Durante il Tour, i giovani, provenienti da famiglie altolocate, imparavano a conoscere la politica, la cultura, le lingue e l’arte dei paesi che visitavano.

 

Il viaggio presupponeva così 1. una geografia di stati-nazione tagliati col coltello, la cui scoperta si compiva attraverso un movimento direzionale dato e predefinito, 2. una forte gerarchia delle classi, che limitava il numero di quanti avevano i mezzi di spostarsi, i quali si proponevano d’incontrare i loro pari, allacciando in tal modo contatti d’amicizia con giovani dello stesso ambiente sociale e destinati al medesimo tipo di futuro diplomatico, militare, politico o commerciale negli altri paesi: si favoriva così la costituzione dei legami sociali d’un’élite in una strategia d’egemonia culturale, 3. una cartografia molto netta di quanto bisognava aver visto, basata su una scala di valori estetici comune e ulteriormente rafforzata.

 

 

Attraverso un approccio allo stesso tempo scientifico ed artistico, il progetto Eternal Tour vorrebbe dare spazio, tempo e forma a tre problematiche collegate: Da una parte, esso s’interrogherà sulle categorie di classificazione messe in opera nelle Guide di viaggio o nelle grandi imprese classificatorie come l’Enciclopedia. Dall’altra, vorrebbe problematizzare la geografia di Stati-Nazione ereditata dai secoli precedenti, e la sua ipotetica dissoluzione in un ideale europeo o cosmopolita. Infine, vorrebbe mettere alla prova la possibilità d’un’appropriazione d’un potere decentralizzato e suddiviso. Se il potere fa opera di recupero, possiamo a nostra volta recuperarlo? Meglio d’un atelier o d’un laboratorio, Roma appare come il quadro ideale per una messa in pratica di questi interrogativi. La costellazione delle Accademie e degli Istituti internazionali dislocati sul territorio della città eterna ci permetterà di sperimentare sulla scala d’uno spazio urbano le interazioni, i movimenti e le zone d’ombra d’una cartografia segmentata.


 
     

 

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